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Chimica e ambiente

La chimica ambientale, è nella sua essenza la scienza che studia dal punto di vista chimico lo stato di salute attuale dell'ambiente, che a sua volta riflette le conseguenze dei comportamenti passati. La chimica ambientale identifica e misura le specie chimiche naturali e di origine antropica nell'ambiente, ne studia il destino (tempo di residenza, trasformazioni) e gli effetti sull'ambiente. Parte integrante dell'attività del chimico ambientale sono la pianificazione di campagne di campionamento, la scelta dei protocolli analitici più appropriati, l'interpretazione dei dati, la loro validazione anche ai fini della difendibilità legale dei risultati analitici. Il chimico ambientale, per esaminare destino ed effetti sull'ambiente di una sostanza, deve disporre di una conoscenza chimica a 360 gradi che spazi dalla conoscenza della reattività organica ed inorganica, ai processi chimico-fisici alla base della diffusione delle sostanze nell'ambiente, della loro volatilità, solubilità, interazioni col terreno, ecc.

Quando in un ecosistema si riscontrano elementi di criticità per la salute e la sopravvivenza degli organismi che lo popolano, è estremamente probabile che ci si trovi di fronte all'immissione di sostanze chimiche inquinanti. Il relativo studio di chimica ambientale si articola nelle seguenti fasi:

  • Definire la natura dell'inquinamento (analisi qualitativa), l'estensione (mappatura) e il livello (indagine quantitativa).
  • Risalire all'origine dell’inquinamento: incidente isolato o rilascio continuo da sorgente puntiforme, ecc.
  • Valutare la mobilità ambientale: come una sostanza possa ripartirsi ed essere trasferita a  diversi comparti ambientali (atmosfera, acqua, suolo e sedimento, biota).
  • Valutare quali siano le trasformazioni più significative che la sostanza subisce nell'ambiente ed il conseguente tempo di residenza medio nei vari comparti. Questo aspetto è di importanza prioritaria: esistono infatti sostanze pericolose che subiscono rapide trasformazioni chimiche (idrolisi, ossidazioni), fotochimiche (fotolisi) o microbiologiche a prodotti secondari innocui che ne attenuano il rischio associato alla loro presenza, ma esistono anche processi capaci di trasformare un inquinante in un derivato ancora più pericoloso.

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